Impermeabile sgualcito, sigaro, un bassotto, una Peugeot 403 che ha visto tempi migliori e un occhio più abbassato dell’altro. Anche solo da questi elementi non può essere confuso con nessun altro: è il tenente Frank Colombo.
Il mio amore per il tenente Colombo è decisamente di vecchia data. Sin da quando ero una bambina, in famiglia, era una vera tradizione seguire tutti gli episodi del tenente. E poco importava se fosse una puntata che avevamo già visto più volte. Lo guardavamo di nuovo, ugualmente. Appuntamenti attesissimi. E, come me, come noi, probabilmente – anzi… sicuramente – milioni di italiani si sono affezionati a questo personaggio che è difficile non amare.
Arguzia, estro e tenerezza unite a goffaggine, stranezze e particolarità varie danno vita a un irresistibile protagonista destinato a durare decisamente a lungo.
Carmelo Calanni esegue per noi una ricerca a dir poco capillare che intreccia alla vita della persona – Peter Falk – quella del personaggio – il tenente Colombo – facendo un’autopsia di vita di entrambi senza tralasciare nulla.
Quanto orgoglio per quelle origini italiane che il tenente Colombo sottolinea più volte nella serie! E quanto piacere nell’apprendere il profondo amore per l’Italia di Peter Falk che partecipa, negli anni, a varie trasmissioni italiane. Un amore così profondo che lo porterà (tra le altre cose) a sposare una donna di origini italianissime anzi… abruzzesissime: Shera Danese.
Le puntate vengono passate al setaccio dall’autore che cerca frasi e dettagli necessari a fare luce sulla vita del tenente Colombo che su se stesso, sulle proprie vicende private, non si sbottona mai del tutto. Parla sempre di quella (quasi più famosa di lui) signora Colombo, sua moglie, sempre presente, ma sempre assente della quale conosciamo molte caratteristiche. Peccato, però, che non l’abbiamo MAI vista. Non si capisce se hanno figli, ma sappiamo che hanno dei nipoti. Tanti nipoti. Insomma… ogni cosa deve essere dedotta da frasi buttate lì dal tenente e Carmelo Calanni lo fa. Deduce, mette per iscritto, analizza, ipotizza e afferma rendendoci partecipi di quelle cose che ci possono esserci sfuggite e mettendole in ordine, facendo quanta più chiarezza possibile.
Al termine della lettura, ci accorgeremo che quelle puntate che abbiamo visto e rivisto, non le conosciamo poi così alla perfezione. Sicuramente non come le conosce Carmelo Calanni e chi legge il suo libro che è un testo di ottimo valore informativo, ma anche un tributo a dir poco necessario a un personaggio indimenticabile e alla genesi del suo successo.
Articolo di Flora Fusarelli
TITOLO: DEVO DIRLO A MIA MOGLIE
AUTORE: Carmelo Calanni
NUMERO DI PAGINE: 330
PREZZO: 20,00 Euro