Luca Strada è un uomo alla soglia dei quarant’anni sicuro di sé e attraente che lavora nel mondo dell’arte e nuota tra le pareti rassicuranti di una quotidianità ricca di amici e interessi. Finché, un giorno, riceve una maglietta color salmone. Chi gliel’ha spedita? Forse un vecchio amore? Oppure un rivale in affari? E perché da un evento apparentemente innocuo si sviluppa, inesorabile, una catena di angosce, paure e inquietanti persecuzioni? Alessandra Patriarca, all’esordio nel panorama letterario italiano, sfida il lettore con un thriller psicologico mozzafiato accarezzato da una scrittura piacevolissima e ricca di eleganti sfumature. C’è un mistero da risolvere: per farlo, Luca si muove in una Milano dal doppio volto, che talvolta gli appare torbida e oscura e tal altra invece quasi benigna; lo stesso destino condividono i variegati personaggi che ruotano intorno a lui – l’amico fraterno Pietro e sua figlia Wendy, Dora la vicina quasi ottantenne, Annina che progetta videogame, gli sgradevoli coniugi Barca – intrappolati in una serie di incontri che assomigliano a esperimenti sociali. Ma L’uomo nel mezzo, edito da Paginauno, è anche lo strano puzzle di esistenze perennemente in discussione, convenzioni che si ergono a pesanti fardelli e scoperte inattese, che catturano il lettore e non lo mollano più.

 

L’uomo nel mezzo, di Alessandra Patriarca

Edizioni Paginauno, 2022

pagg. 192, euro 21,00

 

L’autrice Alessandra Patriarca, ingegnere informatico, entra nel mondo della letteratura e dell’editoria traducendo per Paginauno i racconti di Thomas Wolfe e il romanzo di Catherine Chidgey Il figlio perfetto. L’uomo nel mezzo è il suo primo romanzo.

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