“Dare voce alla coralità delle esperienze degli afrodiscendenti torinesi” lungo un percorso che parte dal passato e mira a “capire alcuni tratti sociali e culturali della contemporaneità”. È la missione di Necessary Roads, una quattro giorni di iniziative organizzata nel capoluogo piemontese per celebrare il “Black history month“, il mese dedicato alla storia delle popolazioni nere che si festeggia negli Stati Uniti e in Canada in concomitanza con febbraio.

La manifestazione, che ha questo nome dal 1976, è animata da diversi anni da gruppi delle diaspore e delle comunità nere di tutto il mondo. La kermesse è promossa dalla Associazione delle donne dell’Africa subsahariana e II Generazione e ha ottenuto il patrocinio della Città di Torino e si svolgerà in forma ibrida online e in diversi luoghi del capoluogo piemontese. “Partendo dal passato – si legge in una nota – vogliamo scoprire e ripassare i passaggi storici fondamentali per capire alcuni tratti sociali e culturali della contemporaneità. Ascoltare ed essere ascoltati come primo passo verso nuovi dialoghi con il territorio. Immaginare insieme un futuro più attento e aperto alle diversità”. La prima settimana sarà all’insegna del tema “Passato”. “La riscoperta del passato non può che iniziare dal colonialismo italiano, delle sue conseguenze storiche, sociali e culturali e del riverbero sulla contemporaneità – si riferisce nel comunicato -. Partendo da film, libri, ricerche – e molto altro – ci si addentra in una riflessione collettiva“.

I secondi sette giorni dell’iniziativa verteranno sulla questione “Corpo” perchè, “lo sguardo pubblico passa attraverso la superficie delle singole soggettività. La pelle nera, i capelli afro, l’essere donna possono diventare dei veri e propri atti politici. Attraverso incontri con le istituzioni, laboratori, musica e proiezioni si esplora questo tema“. La terza settimana sarà dedicata al tema “Mente“. “Dalle discriminazioni all’intersezionalità delle lotte, dalla brutalità della polizia oltreoceano all’attivismo: prendendo spunto dall’attualità proviamo a indagare le ripercussioni non solo fisiche e sociali ma anche, e soprattutto, mentali“, spiega il testo. Lo sfondo dell’ultima settimana di lavori è invece la questione del “Futuro“. “Come nel migliore dei viaggi – si legge nel comunicato -, la parte più bella è quella che deve ancora essere percorsa. In un momento storico così generoso di voci, autori e artisti afrodiscendenti da tutto il mondo, è inevitabile aprire un dialogo con la Città per immaginare e costruire insieme cosa accadrà“. Tra le realtà che hanno collaborano all’iniziativa, Gruppo Abele, Coordinamento delle diaspore per la cooperazione internazionale – Piemonte (Codiasco) e Biblioteche civiche torinesi (Bct).

Per il programma completo cliccare qui

 

fonte: Agenzia Dire

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