Il principale scontro politico di questi giorni è tra Mattarella e Draghi. Non era mai successo che un Presidente della Repubblica respingesse seccamente le dimissioni, forse perché è anche la prima volta che un Presidente del Consiglio si dimette dopo aver ricevuto la fiducia in entrambi i rami del Parlamento. I partiti sono soltanto dei comprimari, anche se si atteggiano a protagonisti.

Come andrà a finire poco importa.

Il governo dei migliori lascia una situazione assai peggiore di quando si è insediato. Tutti gli indicatori economici e sociali sono peggiorati. I soldi del Pnrr si stanno spendendo male, favorendo come al solito amici e amici degli amici, basti pensare che tutto passa attraverso l’erogazione delle banche, perché il sistema ormai, non conosce altro modo.

Le diseguaglianze sociali sono cresciute enormemente. Per dirla in parole povere, i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Sono oltre cinque milioni e mezzo gli italiani sotto la soglia minima di povertà, quella per cui non c’è sopravvivenza. I salari sono inferiori al 1990 (unico caso in Europa). Il lavoro è sempre più precario e l’Istat sembra farlo apposta a confondere i dati: basta aver lavorato almeno un’ora nel mese della rilevazione per risultare nelle statistiche un occupato a tutti gli effetti. Per non dire del carovita, dell’inflazione, dei salari spesso da fame. Per risolvere il problema il governo ha pensato bene di concedere una mancetta una tantum di 200 euro.

In Parlamento, francamente, a parte qualche voce isolata, spesso timida, non c’è alcun tipo di opposizione, se non quella di Fratelli d’Italia che di solito propone il contrario di quel che servirebbe al Paese.

I diritti sociali e il welfare sono spariti dall’agenda politica, smantellati da tutti i governi degli ultimi 30 anni con la parzialissima eccezione delle due esperienze di Prodi.

Tra i media le cose non vanno meglio. Il coro è unanime, anche qui con rarissime eccezioni, nel dire che il modello di sviluppo liberale, che sta fallendo in tutto l’occidente, Italia compresa, sia il migliore possibile, che il libero mercato non può aver alcun limite e alcun vincolo e pazienza se la nostra Costituzione dice il contrario. In questo modo l’aggressività dei media, pronti a ignorare ogni voce di dissenso su questo punto, o a beffeggiare chi osa discutere questo modello sociale, non fa altro che creare un consenso largo ma fittizio, perché non offre alcuna alternativa di società. Questo in parte spiega il largo astensionismo. 

Il fallimento dell’”uno vale uno” è sotto gli occhi di tutti. Senza competenze, senza storia politica, senza una visione comune della società del futuro, il M5s che si proponeva come risolutore di tutti i problemi è esploso. E le sue schegge, i parlamentari che sono andati via, oltre la metà, si sono sistemati in tutte le forze politiche, da Fratelli d’Italia a Rifondazione Comunista. Hanno portato a casa il reddito di cittadinanza che ha salvato milioni di famiglie durante la pandemia, ma di fatto si sono fermati lì. Del resto la vecchia scuola insegna: se vuoi fare politica devi cominciare attaccando i manifesti.

Dignità del lavoro, diritti sociali, ambiente, beni comuni, scuola, pensioni, sono destinati nel prossimo futuro a essere ulteriormente mortificati, sia che resti Draghi, sia che si vada al voto e vincano il centrodestra o il centrosinistra. In realtà, tra questi due poli, la differenza la fa solo qualche diritto civile in più o in meno. Troppo poco per illudersi. Per questo sostanzialmente non cambierà nulla.

Molti prevedono un autunno molto caldo, con tensioni sociali che stanno per esplodere. Sentiamo previsioni del genere da anni, ma in realtà l’ultima grande manifestazione di piazza fu quella organizzata dalla Cgil nel 2002 contro l’abrogazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Era di marzo, sono passati più di 20 anni. Le condizioni dei lavoratori sono cambiate in peggio ma quasi nessuno ha mai più protestato, e non succederà neanche stavolta. E invece quanto avremmo bisogno di un po’ di sano conflitto sociale.

Maus

Di admin

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