Personaggio a dir poco particolare Carmelo Bene! 

Lo si ama o lo si odia, ma nessuno può negare il suo ruolo predominante in merito al rinnovamento del teatro e al modo in cui esso viene pensato e vissuto.

Giacomo Maria Prati, per Porto Seguro Editore, ci dona questa opera che riassume al suo interno quelli che sono i concetti chiave della poetica beniana.

L’arte, la lingua, il teatro, la Phonè, il cinema vengono affrontati dall’autore in modo sintetico ma decisamente incisivo. Una serie di tematiche, applicate alla figura di Carmelo Bene, diventano qualcosa di innovativo, effimero ma eterno. Un teatro che diventa non-luogo di un non-attore che non nega il proprio mestiere bensì la propria parte.

Un’arte che trasforma – per parafrasare Deleuze – l’attore in operatore inteso come concetto e non come figura. Un attore che rappresenta l’irrappresentabile, tutto ciò che in un’opera d’arte è fuori dallo spazio e dal tempo. Il teatro poesia e la poesia come opposto del potere.

Un lavoro molto denso, quello di Giacomo Maria Prati, che per chi mastica Carmelo Bene è una meravigliosa passeggiata, ma può essere anche, per chi non conosce questa figura iconica, un piccolo compendio per iniziare la conoscenza.

Se mi leggesse Carmelo Bene, probabilmente odierebbe ogni termine che ho utilizzato, ma del resto di Carmelo Bene ce n’è uno solo e sfido chiunque ad affermare il contrario.

di Flora Fusarelli

 

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