Il mondo deve “entrare in modalità di emergenza” sui cambiamenti climatici, dal momento che l’accordo raggiunto a Glasgow non va abbastanza lontano. A dichiararlo è stato il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, per il quale tuttavia il Patto contiene “elementi importanti per il progresso” e un compromesso che riflette “gli interessi, le contraddizioni e lo stato di volontà politica” in tutto il mondo”.

In un messaggio ai giovani, alle comunità indigene e ad altre persone in prima linea nell’attivismo sul clima, Guterres afferma: “So che siete delusi, ma il percorso in direzione del progresso non segue sempre una linea retta”. “A volte ci sono deviazioni, a volte ci sono fossati. Ma so che possiamo arrivarci”. “Il nostro fragile pianeta è appeso a un filo- ha avvertito -stiamo ancora bussando alla porta della catastrofe climatica”.

Nette e trancianti le parole dell’attivista Greta Thunberg: “La Cop26 è finita. Ecco un breve riassunto: Bla, bla, bla. Ma il vero lavoro continua fuori da queste sale. E non ci arrenderemo mai, mai“.

Jennifer Morgan, direttrice esecutiva di Greenpeace International, in una nota. “Mentre si riconosce la necessità di tagliare in modo drastico le emissioni già in questo anno, gli impegni sono stati rimandati al prossimo anno”. ” Tutto quello che siamo riusciti a ottenere è stato solo ai giovani, ai leader indigeni, agli attivisti e ai Paesi più esposti agli impatti della crisi climatica, che hanno strappato qualche impegno concesso a malincuore. Senza di loro, questi negoziati sarebbero stati un completo fallimento”.

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