Il romanzo più famoso del premio Nobel John Steinbeck è The Grapes of Wrath (in italiano Furore) che uscì nel 1939, quando gli Stati Uniti erano ancora colpiti dagli effetti della Grande Depressione. Il testo racconta della famiglia Joad che era stata cacciata dalla sua terra in Oklahoma a causa della povertà e spinta a trovare la terra promessa nell’Ovest, in particolare nella California, dove la pubblicità parlava di terre colme di frutta e occasioni pronte a una vita finalmente decente. Ma la fame sulla Route66, la strada che taglia gli Stati Uniti da Est e Ovest era una sorta di basso continuo con cui dovevano avere a che fare tutte le famiglie che andavano verso la ricchezza vagheggiata e che alla fine si doveva rivelare una vera e propria truffa. La famiglia Joad dovette fare i conti con le difficoltà, le morti degli anziani del gruppo, l’abbandono di qualche suo esponente, la difficoltà creata dalla polizia e dagli imprenditori che sottopagavano sempre la manodopera con l’incubo dei rossi davanti agli occhi. Non è cambiato niente, mi veniva da dire continuando a leggere questo testo immenso e seminale. I rossi, i veri rossi naturalmente, sono quelli che cercano di dare una mano a tutti, che non vogliono sottostare ai ricatti dei padroni, sono quelli che vogliono una società più giusta e che non la smetteranno mai di gridarlo in faccia ai prepotenti. Per questo Tom Joad, l’eroe del romanzo, è il resistente che starà sempre a lottare contro l’abuso e l’ingiustizia, contro qualsiasi forma di razzismo. Sarà sempre da quella parte. Dovunque sia il ricatto, lui sarà lì a chiedere giustizia, a chiedere finalmente un po’ di dignità per chi lavora onestamente. Il romanzo di Steinbeck ha avuto anche la celebre versione cinematografica di John Ford con Henry Fonda nei panni di Tom Joad, l’anno dopo l’uscita del libro. E poi, alla metà degli anni Novanta, la famosa canzone di Bruce Springsteen The Ghost of Tom Joad.

 

Di Fabio Cozzi

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