“La soluzione non è nello smantellamento della memoria, ma nell’apertura ai nuovi ricordi. Abbiamo bisogno di nuovo spazio, di esperienze più intense che si prendano il posto del dolore. Non perché la nostra capacità di ricordare sia limitata, come la scheda di un telefono che cancella automaticamente i messaggi più vecchi, ma perché saremmo portati a dare maggiore attenzione a ciò che ancora deve accadere. Con tutto il resto dovremmo imparare a convivere, stabilire alleanze, di tanto in tanto prendere una tisana con i nostri fantasmi”.
Memoria, ricordi, fantasmi. Sono alcuni dei temi su cui ruota il romanzo “La Signora Meraviglia”, edizioni Sellerio, scritto da Saba Anglana, scrittrice, musicista e attrice, italiana nata a Mogadiscio.
Ma il romanzo, che si sviluppa su un doppio piano temporale, apre una finestra su uno dei temi più dimenticati della storia del nostro paese: il colonialismo e il conseguente decolonialismo.
L’Italia è stata un paese colonizzatore, sebbene in misura minore rispetto ad altre nazioni europee. Tuttavia, questa fase storica, macchiata da crimini e nefandezze spesso inenarrabili, viene ammantata ancora oggi da una pesante coltre di ipocrito silenzio. Questo romanzo, attraverso la voce di una giovane donna italiana che porta nel suo sangue quel miscuglio di radici nato proprio dall’epoca coloniale, prova a spezzare l’oblio.
È la storia di una famiglia, quella di Saba, e il racconto si snoda tra l’Africa Orientale e l’Italia. In apertura assistiamo alla fuga disperata di una giovanissima donna, che cerca di sottrarsi all’inseguimento di un militare, correndo sugli altopiani etiopi. Le sue giovani gambe non saranno in grado di sfuggire alla cattura e alla deportazione in terra di Somalia. Quella giovane donna è Abebech, e sarà la nonna di Saba. Da quella fuga e da quella deportazione in una terra straniera avrà origine la storia della famiglia di Saba, un albero genealogico in cui si mescolano sangue etiope, somalo e italiano. Una dimensione fisica che presto si ritrova imbrigliata nella rete di una dimensione invisibile, soprannaturale, quella del Wukabi, che in lingua amarico rappresenta gli spiriti della famiglia che usano medium umani per manifestarsi, impossessandosi dei loro corpi e chiedendo sacrifici.
Il racconto del romanzo si sviluppa su due piani temporali distinti e a capitoli alterni. Passiamo quindi dalle vicende di Abebech, della sua vita a Mogadiscio, dove sposa un suo connazionale Worku e insieme hanno otto figli. Abebech che fa ripetutamente i conti con la “presenza”, quel Wukabi che la piega, la prostra, ed esige i sacrifici in nome della famiglia, di quel sangue che va tutelato e protetto.
Sul piano temporale contemporaneo la scena si sposta invece in una Roma desolata e desolante, lungo le cui strade Saba effettua i suoi quotidiani pellegrinaggi fra un ufficio e l’altro, al fine di far ottenere a sua zia Dighei la tanto agognata cittadinanza italiana, che dopo quarant’anni di vita in Italia viene da loro scetticamente chiamata “Signora Meraviglia”.
Saba e Dighei corrono il loro personale slalom fra iter burocratici ingarbugliati e richieste di documenti che portano Saba fino in Etiopia. Una corsa a ostacoli che mette a dura prova la resistenza delle due donne, zia e nipote, ma che evidenzierà tutta la loro determinazione, probabilmente ereditata dalla capostipite Abebech, che tanto aveva lottato nel corso della sua esistenza.
E allora la memoria, le radici, i ricordi, diventano tasselli imprescindibili per vivere il presente, per radicare la propria esistenza nel passato, nelle sue contraddizioni, nelle sue difficoltà, nello sradicamento degli spostamenti forzati. Ma il racconto che ci restituisce Saba Anglana, sebbene incentrato su tematiche drammatiche e ricche di pathos, è pervaso da una sorta di leggerezza, che nasce dalla capacità di sorridere di sé, di raccontarsi con autoironia, senza prendersi sempre troppo sul serio. Tuttavia, senza perdere mai la consapevolezza di quanto serio in realtà sia tutto ciò che ha a che fare con il nostro passato, con le nostre radici, a maggior ragione quando tutto questo si inserisce in un quadro di occupazioni coloniali e dei tanti soprusi, troppo spesso taciuti.
Articolo di BeatriceTauro
Titolo: La signora Meraviglia
Autrice: Saba Anglana
Edizioni: Sellerio, 2024
Pagine: 286
Prezzo: € 17,00