Ricordo quell’ultima attesa snervante che sembrava interminabile. E la luce calda del sole ancora forte che faceva risplendere il verde delle palme e il blu intenso dell’Oceano Indiano. Risento il frinire violento delle cicale, interrotto soltanto dalle raffiche di kalashnikov, in quel momento sporadiche, che venivano sparate intorno a noi. E rivedo, come fosse ieri, attraverso i finestrini impolverati delle macchine, le facce pallide e sudate, che attendevano in silenzio il segnale della partenza. Facce semplici, di italiani semplici che, come spesso è accaduto nella storia della nostra gente, avevano saputo affrontare l’orrore e la violenza della battaglia di Mogadiscio, con insospettate doti di umile coraggio e dignità. Erano gli ultimi italiani di Somalia”.

Quella che ci racconta Claudio Pacifico nel suo ultimo libro “Una vita in diplomazia” pubblicato da LuoghInteriori nel 2023, è la sua esperienza in qualità di diplomatico e ambasciatore in molti dei luoghi “caldi” del pianeta. Dall’Iran della rivoluzione khomeinista alla Somalia della guerra civile, dal Sudan alla Libia e all’Egitto, il percorso diplomatico di Pacifico è denso di ricordi che vengono riportati nero su bianco, descrivendo nel dettaglio fasi delicate e spesso pericolose della vita del diplomatico che, lungi dall’essere solo di rappresentanza, comporta sacrifici e determinazione anche nell’assumere decisioni che impattano su altre vite.

Come ci racconta Pacifico nel caso delle evacuazioni dei connazionali durante i giorni bui della rivoluzione in Iran, o nel corso della guerra civile-tribale in Somalia, molte decisioni vanno prese d’impulso, senza tergiversare, senza tentennamenti perché il tempo è prezioso e non può essere sprecato in riflessioni che spesso non aiutano a risolvere il problema contingente.

La lettura di questa autobiografia ci porta a scoprire paesi lontani e per molti aspetti misteriosi, ci dà la possibilità di decifrare situazioni geopolitiche di difficile comprensione e ci aiuta a capire molti meccanismi di politica internazionale, una materia complessa anche per gli addetti ai lavori o aspiranti tali. Come infatti ci racconta l’autore, l’accesso alla carriera diplomatica avviene attraverso un concorso molto difficile, che molti sono costretti a ripetere più volte prima di riuscire a superarlo ed entrare in diplomazia.

Una vita, quella del diplomatico, che si srotola fra continui cambi di scenari: ogni nuova assegnazione significa una nuova casa, una nuova scuola per i figli, nuovi usi, nuove abitudini, nuove lingue. Quindi un mestiere, quello di chi lavora in Ambasciata, che comporta un continuo rimettersi in discussione, coinvolgendo in ciò anche la vita privata e familiare. Tutto questo ci viene raccontato molto bene da Pacifico in questa sua autobiografia che, capitolo dopo capitolo, ripercorre l’intera carriera diplomatica, con gli avvenimenti più significativi sul piano della politica internazionale e della geopolitica, ma anche sul piano più strettamente personale ed emotivo.

Ancora ricordo l’emozione del mio primo incontro con la grande ‘regina’ dei deserti di Nubia, quando, venendo la nord, ancora da molto lontano, avevo scorto le silhouettes delle sue piramidi che svettavano su una corona di dune giallo-dorate. Successivamente, nei circa quattro anni che avevo vissuto in Sudan, ero tornato a Meroe molte volte”.

 

Articolo di Beatrice Tauro

 

Titolo: Una vita in diplomazia

Autore: Claudio Pacifico

Editore: LuoghInteriori

Pagine: 431

Prezzo: € 28,00

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