È morto Roberto Calasso, l’editore di Adelphi. Nato a Firenze il 30 maggio 1941, figlio del giurista Francesco Calasso e di Melisenda Codignola, a sua volta figlia del pedagogista Ernesto Codignola, Roberto Calasso frequentò il liceo Tasso di Roma e si laureò in letteratura inglese con Mario Praz discutendo una tesi dal titolo “I geroglifici di Sir Thomas Browne”. A soli 21 anni entrò a far parte di un piccolo gruppo di persone che, insieme a Roberto Bazlen e Luciano Foà, stava elaborando il programma di una nuova casa editrice, Adelphi che sotto la sua guida è diventata uno dei marchi più importanti nell’editoria. Fu direttore editoriale nel 1971, consigliere delegato nel 1990 e dal 1999 divenne anche presidente. Attualmente era proprietario come azionista del 71% del capitale. Era sposato con la scrittrice Fleur Jaeggy. A partire dall’inizio degli Anni 80 Calasso ha scritto diversi libri, tra saggistica e narrativa, in cui si intrecciano storia, miti, filosofia e che formano un’opera monumentale di oltre quattromila pagine. Tra i titoli più noti “La rovina di Kasch” (1983), “Le nozze di Cadmo e Armonia” (1988), “Ka” (1996), “K.” (2002), “Il rosa Tiepolo” (2006). “La Folie Baudelaire” (2008), “L”ardore” (2010), “Il Cacciatore Celeste” (2016), “L”innominabile attuale” (2017). Accanto a questo lavoro, Calasso ha pubblicato anche saggi di critica letteraria come “I quarantanove gradini” (1991), “La letteratura e gli dèi” (2001), “Cento lettere a uno sconosciuto” (2003), “La follia che viene dalle Ninfe” (2005). I suoi libri sono tradotti in 25 lingue e pubblicati in 28 paesi.

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