Alma e Nora, stesso condominio. Alma, ragazza normale con una vita normale e una storia d’amore con un uomo sposato quasi alle spalle.

Nora. La perdita del padre, una malattia e una sedia a rotelle che la condanna a una vita spezzata, a una vita di solitudine con sua madre ad accudirla con profonda e meccanica devozione: «Nessun incastro è più disarmante della forza di una madre che colma le debolezze di una figlia. Nessuno è più esatto e assieme innaturale».

Nora, con la complicità di sua mamma, sequestra Alma. La vuole per sé. Vuole capire perché le loro chiacchierate, da semplici vicine di casa, a un certo punto si siano interrotte.

La stanza dentro la quale Alma è richiusa è accanto a quella di Nora. Ora le due ragazze sono uguali. Entrambe non possono muoversi, una per un motivo e l’altra per un altro. In entrambi i casi si tratta di motivi indipendenti dalla volontà di ognuna per se stessa. A permettere loro di comunicare è un’apertura nel muro, uno sportellino passavivande. È attraverso quella minuscola finestra che passeranno le loro anime. Si creerà una simbiosi che potrebbe sembrare vicina alla Sindrome di Stoccolma, ma che a ben vedere è una vera e propria amicizia. Un’amicizia strana, che si sviluppa in circostanze assurde eppure vera. Giorno dopo giorno i loro cuori si apriranno e le loro vite si dipaneranno davanti agli occhi del lettore che entrerà nel profondo di due esistenze decisamente simili nella loro infinita diversità. Due donne che ad un certo punto paiono esserne una soltanto anche nei momenti di lunghi e pesanti silenzi:

«Il silenzio è un ospite prepotente, condiziona l’orecchio. Chi se ne abitua e lo perde, lo cerca nel sonno. Non conta quanto lo detesti. Il silenzio vizia il corpo, lo educa a fargli posto».

Dea Cucciniello per Scatole Parlanti ci dona un libro bello e ben scritto. Una storia labirintica e lineare allo stesso tempo che coinvolge il lettore fino all’ultima pagina.

 

Flora Fusarelli

Di admin

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