.Giuliano Amato, Presidente della Corte costituzionale.(foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Milano, 5 febbraio 2024 – Il Dap (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) ha negato l’autorizzazione alla presentazione del libro “Storie di diritti e di democrazia. La Corte costituzionale nella società”, scritto da Giuliano Amato e Donatella Stasio, presso la Casa Circondariale di San Vittore a Milano. L’evento era previsto per la mattinata del 6 febbraio.

Le motivazioni del diniego restano ancora oscure. Il Garante dei diritti dei detenuti di Milano, Francesco Maisto, ha espresso “meraviglia e imbarazzo” per la decisione, definendola “inopinata” e priva di “chiarimenti”.

Il libro, incentrato sulla Costituzione italiana, rappresenta la continuazione del progetto “Viaggio della Corte nelle carceri”. A San Vittore, in seguito al progetto, era nato il percorso formativo “Costituzione Viva”, con il quale gli autori del libro avevano instaurato un legame e avrebbero dovuto dialogare durante l’incontro.

La cancellazione ha suscitato sconcerto non solo tra gli organizzatori, ma anche tra le autorità, i cittadini e i media che attendevano l’evento. Il Garante dei detenuti ha espresso rammarico per il mancato rispetto verso il Presidente emerito della Corte Costituzionale, i detenuti e gli autori del libro.

La speranza è che il Dap revochi il diniego e permetta la presentazione del libro. In caso contrario, si tratterebbe di una grave censura che limiterebbe il diritto alla cultura e al dialogo all’interno delle carceri.

 

 

Titolo: Storie di diritti e di democrazia. La Corte costituzionale nella società

Autori:  Giuliano AmatoDonatella Stasio

Editore: Feltrinelli,

Anno: 2023, Pagine: 288

prezzo: 22,00

La Corte costituzionale incarna i diritti che la Costituzione riconosce a tutti noi, li nutre e li difende. Ha un potere enorme perché con le sue decisioni insindacabili incide profondamente nella vita delle persone, della politica e delle istituzioni. Eppure, pochi la conoscono, al contrario di quanto accade alle Corti supreme di altri paesi. Non c’è americano o israeliano che non sappia che cos’è, e che cosa fa, la propria Corte, percepita come coscienza del popolo e dei suoi valori. In Italia, invece, la nostra Corte è una semisconosciuta e questo analfabetismo è grave in tempi di “regressioni democratiche” che, in Europa e nel mondo, stanno mettendo a rischio lo Stato di diritto proprio con un attacco alle Corti.
Perciò, a un certo punto della sua storia, la Corte italiana decide di cambiare passo e di “viaggiare” – tra i giovani, nelle carceri, nelle piazze – per farsi conoscere. E conoscere. Decide di essere il corpo e soprattutto la viva voce della Costituzione per contribuire a formare una vera “mentalità costituzionale” e una piena coscienza dei diritti.
Questo libro racconta i cinque anni in cui quel cambiamento ha preso corpo, le difficoltà, le sfide, i traguardi, le donne e gli uomini che ne sono stati protagonisti, le loro emozioni, le decisioni più delicate. È un pezzo di storia del nostro paese, che i coautori hanno attraversato insieme dentro la Corte, in ruoli e con responsabilità diversi. In quei cinque anni emerge con chiarezza il “dovere” di creare un legame di fiducia con i cittadini, essenziale per la tenuta di una democrazia costituzionale. Questo è il senso politico della comunicazione istituzionale, che non conosce zone franche. La polis, la cittadinanza, ha il diritto di conoscere e di capire, e chi amministra giustizia in nome del popolo non può sottrarsi alla responsabilità di spiegare e farsi capire. Che non è una prerogativa esclusiva di chi fa politica né un compito da delegare a terzi, né un mezzo per guadagnare consensi. È un dovere di ogni potere dello Stato.

Un viaggio negli anni dell’apertura della Corte costituzionale alla società civile, per conoscere un’istituzione che ha cambiato l’Italia.

Quando nel mondo soffia il vento di sovranismi e populismi, quando i diritti fondamentali vacillano e si aprono scenari di riforme, le Corti costituzionali sono l’antidoto migliore contro le regressioni democratiche.

Di admin

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