Processo d’appello al via, dinanzi all’Alta Corte di Londra, sul ricorso presentato dalle autorità di Washington contro la decisione di primo grado con cui la giustizia britannica ha negato nel gennaio scorso l’estradizione del cofondatore australiano di WikiLeaks Julian Assange verso gli Stati Uniti.

In agenda sono previste due udienze, oggi e domani, mentre per il verdetto finale ci potrebbero volere diverse settimane se non mesi: fino a un termine massimo indicato dai media entro Natale o ai primi di gennaio.

Fuori dall’aula si sono riuniti da stamattina diversi  manifestanti, con megafoni e cartelli chiedono di “liberare Julian Assange” e non venga estradato negli Usa. Il fondatore di wikileaks è detenuto in attesa d’una decisione nel carcere di massima sicurezza inglese di Belmarsh ormai da due anni, pur non avendo più alcuna pendenza penale nel Regno Unito, dopo i sette anni trascorsi da rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra e la successiva scelta di Quito di scaricarlo di fronte alle pressioni americane.

In diretta dal sit in fuori dal tribunale londinese.

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