🎬 Venezia 82: “The Voice of Hind Rajab” scuote il Lido con 24 minuti di applausi e un grido universale di giustizia

Non è stata una semplice proiezione, ma un vero e proprio terremoto emotivo. Alla 82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film The Voice of Hind Rajab della regista tunisina Kaouther Ben Hania ha travolto il pubblico della Sala Grande con una standing ovation senza precedenti: 24 minuti di applausi ininterrotti, lacrime, bandiere e cori che hanno trasformato il Lido in un palcoscenico di memoria e denuncia.

📽️ Un film che dà voce all’indicibile

Il lungometraggio, in concorso ufficiale, racconta la tragica vicenda di Hind Rajab, una bambina palestinese di sei anni uccisa a Gaza nel gennaio 2024 dall’esercito israeliano mentre era intrappolata in un’auto. Il film si fonda su un elemento dirompente: la vera voce della piccola Hind, registrata durante le sue telefonate disperate ai soccorritori della Mezzaluna Rossa, che non riuscirono a raggiungerla, perché l’ambulanza fu mitragliata dall’esercito israeliano (analizzando le immagini satellitari, il sito Forensic Architecture  ha concluso che «probabilmente» il mezzo fu colpito da un carro armato israeliano). L’ambulanza fu trovata a circa 50 metri dalla macchina, completamente distrutta e con i corpi dei due paramedici carbonizzati.

Un documento sonoro che diventa cuore pulsante dell’opera, capace di superare ogni barriera narrativa e toccare corde profonde dell’animo umano.

🎥 Cinema come atto civile

La risposta del pubblico è stata intensa e viscerale. Bandiere palestinesi sventolavano tra le poltrone, le kefiah punteggiavano la platea, e cori di “Free, Free Palestine” si sono levati spontanei, trasformando la proiezione in un momento collettivo di riflessione e solidarietà. Sul palco, la regista e il cast si sono stretti in un lungo abbraccio, visibilmente sopraffatti dall’emozione. L’attore Motaz Malhees ha sollevato una bandiera palestinese ricevuta dal pubblico, mentre il ritratto di Hind veniva mostrato come simbolo di una voce che non deve essere dimenticata.

🌍 Un impatto che travalica lo schermo

Tra i presenti, anche Joaquin Phoenix, produttore esecutivo del film, apparso profondamente commosso. La sua partecipazione ha sottolineato la portata internazionale dell’opera, che non si limita a raccontare una tragedia, ma si fa portavoce di un’intera popolazione privata della parola. Come ha dichiarato Ben Hania, “La voce di Hind è la voce di Gaza che chiede aiuto”.

🖋️ The Voice of Hind Rajab non è solo cinema: è testimonianza, è resistenza, è un atto di empatia radicale. E Venezia, con il suo pubblico in piedi e in lacrime, ha risposto con forza, trasformando l’arte in un grido universale per la dignità umana.

 

 

 

 

Prima dell’inizio della conferenza stampa del film The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, l’attrice Saja Kilani ha lanciato un appello: “A nome di tutti questi attori, in nome dell’intera squadra, chiediamo: non basta? Basta uccisioni di massa, fame, disumanizzazione, distruzione, occupazione continua. La voce di Hind Rajab non ha bisogno della nostra difesa. Questo film non è un’opinione o una fantasia, è ancorato alla verità. La sua storia carica il peso di tutta una popolazione. La sua voce è una delle trenta mila bambine e bambini uccisi a Gaza negli ultimi due anni. È la voce di ogni figlia e di ogni figlio, con il diritto di vivere, di sognare, di esistere dignitosamente. Tutto ciò è stato rovinato davanti a ogni occhio. E queste sono solo le voci che conosciamo. Dietro ogni numero c’è una storia che non ha mai potuto essere raccontata. La storia di Hind riguarda una bambina che grida: “Salvami”. E la vera domanda è: come abbiamo permesso a una bambina di dover implorare la vita? Nessuno può vivere in pace mentre anche un solo bambino è costretto a chiedere di sopravvivere. Lasciamo che la voce di Hind Rajab risuoni in tutto il mondo. Per la giustizia, per la sicurezza dell’umanità, per il futuro di ogni bambino”. The Voice of Hind Rajab racconta un episodio realmente accaduto a Gaza: una bambina di sei anni rimase intrappolata in un’auto insieme ai cadaveri di sei familiari uccisi, in attesa dei soccorsi. Nel film, la sua voce è quella originale: i file audio, numerati e catalogati, sono integrati nella narrazione e in ogni momento viene indicata chiaramente la loro fonte.

 

Articolo di Giovanni Parrella

Di admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *