Tor Marancia. Storia di un quartiere popolare di Roma” di Luca Canali e Giuliano Marotta

Non riuscivo a spiegarmi come mai nessuno si era dedicato a ricostruire la storia di Tor Marancia, anche per porre un freno ad alcune falsità che circolavano sul passato di questo quartiere, una su tutte quella che fosse stato Mussolini a costruire le case popolari”.

Giuliano Marotta nell’introduzione del volume “Tor Marancia. Storia di un quartiere popolare di Roma” scritto a quattro mani con l’archeologo Luca Canali e pubblicato da Red Star Press nel 2024, parte proprio da questa riflessione, ovvero del perché uno dei quartieri oggi più popolosi della Capitale, non sia mai stato oggetto di studi e approfondimenti. Marotta, nato cresciuto e tuttora abitante in Tor Marancia ha quindi iniziato un personale percorso di ricerca di documenti e informazioni sul proprio quartiere, coinvolgendo un altro “autoctono”, l’archeologo Luca Canali che nel volume ha curato tutta la parte relativa alla ricostruzione storica dell’area suburbana. Il volume procede cronologicamente, ricostruendo gli eventi che nel corso dei secoli hanno avuto luogo in questo quadrante della periferia romana, oggi divenuto quartiere centrale, nonché meta di visitatori attirati dal primo “Museo a cielo aperto” della città, un insieme di opere di street art realizzate sulle facciate delle case popolari che compongono il nucleo centrale del quartiere.

Le ricerche svolte da Marotta e da Canali sono partite dal nome “Tormarancia, Tormarancio, Tor Marancia, Tor Marancio, Tormarrangio …da sempre si è dibattuto sul vero nome del quartiere; tra chi lo chiama in un modo e chi lo scrive in un altro, non si è mai arrivati a un compromesso e credo mai ci si giungerà”, ammette sconfortato Marotta.

Ma al di là dell’origine del nome, per il quale peraltro i due autori avanzano alcune ipotesi, la storia del quartiere risulta molto affascinante nel corso degli anni, sia quelli più lontani e riconducibili alla Roma papalina, sia quelli relativamente più recenti, ovvero la prima metà del secolo scorso.

Il termine borgata compare però, per la prima volta, già nel 1920, quando nascono due quartieri residenziali: il primo era la città-giardino di Monte Sacro lungo via Nomentana, mentre il secondo, poco distante da Porta San Paolo, era la borgata-giardino Concordia, meglio conosciuta come Garbatella. I termini borgata e borgataro sono parole spesso usate in modo dispregiativo, a titolo denigratorio; parole non traducibili in altre lingue, che però racchiudono una varietà di concetti e storie, di immaginari e soggettività”. Borgate nate in epoca fascista, quando il Duce intraprese grandi opere di trasformazione del centro storico della città, di fatto sfrattando moltissime persone che furono costrette a trasferirsi in nuovi quartieri. Peccato però che queste borgate assomigliavano più a dei campi di concentramento che a dei dignitosi rioni abitativi: baracche malsane, servizi igienici inesistenti, strade come pantani e, nel caso di Tor Marancia, spesso allagate in quella che veniva definita “La Buca” (avvallamento). Per questa ragione la borgata assunse presto il nomignolo di Shangai, come un luogo sconvolto dal passaggio dei monsoni asiatici. Il nomignolo Shangai è tuttora in uso nel quartiere di Tor Marancia ed è anzi diventato un vanto quando gli Sciangaini organizzarono la Resistenza, attraverso la Banda autonoma Tormarancio.

Dalla documentazione d’archivio si evince che, alla sua costituzione, la Banda Tormarancio era formata da cento elementi e, originariamente, aveva in dotazione un modesto arsenale”. Il volume racconta le azioni portate a compimento dalla Banda e soprattutto ricorda che proprio l’area di Tor Marancia fu teatro dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Nel 2009, grazie all’iniziativa di alcuni abitanti di Tor Marancia e del vicino quartiere della Montagnola, è stata istituita una sezione dell’ANPI dedicata proprio ai Martiri delle Fosse Ardeatine.

Il racconto prosegue fino agli anni più recenti e al presente, alle trasformazioni urbanistiche e sociali che il quartiere sta vivendo, ma ci regala anche una carrellata di aneddoti legati soprattutto alle citazioni cinematografiche del quartiere nel corso degli anni. Il libro è corredato da molte fotografie che ritraggono il quartiere nel corso dei decenni, permettendo a chi legge di cogliere, anche visivamente, i cambiamenti fra il passato e il presente.

Un volume che restituisce al lettore la storia e l’atmosfera sociale di un quartiere che nasce come borgata di periferia e gradualmente si trasforma, ma mantiene la sua anima popolare e per certi aspetti ribelle. Un quartiere che, per analogia, si può leggere come metafora di molti altri e come un tassello importante della metropoli di cui è parte, non solo urbanisticamente ma soprattutto da un punto di vista sociale e civile.

Articolo di Beatrice Tauro

 

Titolo: Tor Marancia. Storia di un quartiere popolare di Roma

Autori: Luca Canali e Giuliano Marotta

Editore: Red Star Press, 2024

Pagine: 205

Prezzo: € 20,00

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