Mi trovo nel quartiere palestinese di Gheith, uno dei tanti che frammentano a mosaico la città di Al-Khalil, divisa ben oltre il divisibile. Si respira un’aria spessa in questa atmosfera precaria di spazi troppo vuoti, troppo fragili, di edifici dal profilo incerto come se i vari pezzi che li compongono fossero stati incollati fra loro con il vinavil, prossimi a cedere da un momento all’altro alla stregua di un castello di carte”.

Emanuela Crosetti, con il suo reportage dalla Cisgiordania, ci conduce alla scoperta della Palestina occupata, di quei territori contesi e costantemente sotto assedio, nei quali i palestinesi, tenacemente e testardamente si ostinano a condurre le loro esistenze, inseguendo una normalità che a volte è solo illusoria.

Il reportage “Palestina nonostante. Viaggio in Cisgiordania”, pubblicato da Exorma Edizioni nel 2024, è un vero e proprio viaggio che da Betlemme arriva a Gerusalemme, passando attraverso Al-Khalil, Ramallah, Nablus, Jenin e Jericho.

Fin dalle prime pagine si comprende che il viaggio della reporter non è un tour turistico: il muro di separazione, gli innumerevoli check-point, le strade sbarrate, gli assalti dei coloni, le incursioni notturne dell’esercito israeliano, i feriti, le fughe, i morti. Sono la quotidianità dei palestinesi che vivono nei territori occupati della West Bank, un lembo di terra che si rimpicciolisce sempre più a causa dell’ingrandirsi degli insediamenti illegali dei coloni, spalleggiati e supportati dalle forze militari.

Il muro di separazione, lato di Betlemme, raccoglie una serie innumerevole di storie e per tale ragione è stato trasformato nel “Museo del Muro”. “Sono storie delicate e fragili ma allo stesso tempo dure e inamovibili, più del blocco di cemento armato che le trattiene; storie che non vogliono decorare quella barriera o renderla meno ostile, meno aliena, ma generare un contrasto forte, ribadire la tenacia del vivere quotidiano a dispetto della distruzione, suggerire la possibilità di un cambiamento, sebbene il muro insistentemente lo neghi”.

Questa tenacia e questa resilienza, resa con il termine sumud che oggi viene interpretato come speranza contro ogni evidenza, la si ritrova lungo tutto il percorso che l’autrice compie. Lo troviamo nella genuina accoglienza che i palestinesi le riservano, nella disponibilità e apertura che dimostrano nei suoi confronti nel mostrarle da vicino le condizioni di vita, la loro quotidianità, costantemente violata dai soprusi dell’esercito occupante.

La Crosetti ci racconta la Palestina occupata con animo libero da ogni pregiudizio e come dice lei stessa nel prologo “Voglio che siano i luoghi a indicarmi la direzione, le persone a mostrarmi il cammino, lo stesso viaggio a condurmi, venendomi incontro come un foglio bianco accoglie l’inchiostro della penna. (…). Ho deciso di “varcare il muro” per vedere se questo resiliente modo di affrontare una quotidianità sempre sul filo del rasoio appartenesse, nonostante tutto, anche al popolo palestinese. Ho lanciato quindi il cuore davanti a me, come ripete un vecchio adagio arabo, e sono corsa a raggiungerlo”. La sua penna si fa leggera, delicata, anche quando ci racconta momenti di alta tensione, fra esplosioni, spari, fughe e pianti. Anche quando il batticuore la assale di fronte a un checkpoint particolarmente ostile, anche quando si trova nell’immenso campo profughi che è Jenin.

Jenin non è una città di passaggio, non ci si arriva per sbaglio mentre si è diretti altrove, perché un altrove qui non c’è. Jenin è un vicolo cieco, incuneata lungo la Strada 60 che da Nablus conduce oltre confine attraversando polverosi villaggi di carta, tra insediamenti di coloni israeliani trincerati nel loro filo spinato e sbiaditi manifesti d’epoca raffiguranti un giovane Arafat in tenuta da guerrigliero che istruisce i suoi soldati. Eppure, nonostante la sua natura precaria, la sua posizione confinata e i frequenti rastrellamenti, Jenin sorride”.

E il sorriso, unito a quel “nonostante” che ritorna in tutto il viaggio, sono la cifra per comprendere la resilienza e la resistenza del popolo palestinese, in lotta per la propria dignità da tempo immemore.

Il volume è completato da fotografie in bianco e nero, scattate dalla stessa autrice, che restituiscono per immagini le sensazioni che la sua penna ha saputo suscitare nel corso della lettura.

Articolo di Beatrice Tauro

Titolo: Palestina nonostante. Viaggio in Cisgiordania

Autrice: Emanuela Crosetti

Editore: Exorma Edizioni, 2024

Pagine: 209

Prezzo: € 16,90

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