Qualcuno ha detto a sua madre che i nati d’inverso portano calore. Teresa allora, la notte che doveva nascere il bambino nuovo, s’è messa seduta a terra, con la schiena contro il muro, abbracciata alle ginocchia, ma i piedi le si sono gelati lo stesso. Guardatela adesso che ha pochi anni e non conosce ancora l’odio perché non sa che dietro quella parete sta arrivando la sua disgrazia più grande, fatta di mani, gambe e braccia più piccole delle sue, eppure capaci di far uscire dalla bocca di sua madre una voce spaventosa che non ha mai sentito”.

Teresa è la protagonista del romanzo “Nel nome tuo”, esordio letterario di Maria La Tela, pubblicato da Ventanas nel 2026. Siamo negli anni Venti del secolo scorso, in un piccolo paese del Meridione d’Italia. Teresa è una bambina di cinque anni quando sua madre Maria muore dando alla luce la secondogenita Amalia. Questo evento traumatico porterà Teresa a odiare, fin da subito, la nuova arrivata. Agli occhi della piccola Teresa, l’arrivo di Amalia l’ha privata della persona a lei più cara, e ciò diventa un qualcosa di imperdonabile che la sorella dovrà pagare in ogni modo possibile. La morte di Maria porterà un’ondata di sofferenza in tutta la famiglia: Salvatore, il marito, si ritroverà a fare il padre, sebbene non ne sia capace; Erminia, la nonna di Teresa, che dovrà sopportare sulle sue spalle il peso di tutta la famiglia, crescere le due bambine e custodire in cuor suo il fardello della perdita dell’unica, amata figlia.

Il passare degli anni comporterà la progressiva esasperazione dell’odio che Teresa nutre per sua sorella Amalia, sviluppando una cattiveria che diventa ancor più profonda quando in casa arriva Luciè, una giovane balia che presto si renderà conto della perfidia con cui Teresa agisce nei confronti della sorellina e anche nei suoi, accecata dalla gelosia e intollerante verso quello che ai suoi occhi appare come il più grande tradimento del padre nei confronti della povera madre morta.

Nemmeno la volontaria reclusione in un monastero placherà l’odio che alberga nell’animo di Teresa, al contrario quello monastico sarà un nuovo contesto nel quale la sua cattiveria troverà sfogo, in un disperato e fallimentare tentativo di redenzione.

Teresa si accorge che la felicità provata in principio si esaurisce nel giro di qualche settimana. Dei nuovi pensieri hanno iniziato a farsi strada nella sua testa e riguardano una questione che comincia a preoccupare tutti: la minaccia di una guerra che si fa vicina. Non si tratta più solo di notizie ascoltate alla radio, la gente inizia a sentire la paura”.

La cornice storica si dipana intorno alle vicende intime e private di Teresa e di Amalia. Alle sofferenze e ai dolori di ciascuno, si sommano le paure e la disperazione della guerra. Amalia dal canto suo si affanna, inutilmente, a reclamare l’affetto della sorella maggiore, ma in lei trova sempre un muro di indifferenza e di lontananza. Anche dall’interno del monastero, luogo di preghiera e spiritualità, Teresa farà arrivare alla sorella la sua carica di odio e intolleranza.

In un crescendo di emozioni, l’autrice, alla sua prima prova letteraria, ci inchioda fra le pagine di un libro potente, vibrante, con forti rimandi alle opere del Verismo, dove i personaggi trasudano patemi, pene e dolori inenarrabili, dove sembra che nessuno possa salvarsi e tutti siano destinati a soffrire.

Magnificamente descritto il contesto familiare di quegli anni e in quegli ambienti sociali, un affresco di una Italia patriarcale, dove le donne devono assolvere al compito di figliare e prendersi cura della casa e della famiglia, mentre gli uomini portano il pane sulla tavola, insieme a botte e violenze.

(Amalia) Ha imparato che le verità delle famiglie sono più vive dentro i silenzi e proprio per questo non può farle capire come, dopo ciò che Teresa le ha fatto, lei riesca ancora a provare per sua sorella un affetto intatto e profondo”. La genuinità dei sentimenti positivi di Amalia si scontra con la cattiveria di Teresa. Eppure, in più occasioni nel corso della lettura, non si riesce a non provare compassione per Teresa, per questa anima che fin da bambina è condannata a una sofferenza cui nessuno ha saputo trovare una cura, un rimedio. Il personaggio di Teresa suscita sentimenti contrastanti e ambivalenti nel lettore: la si odia e la si compatisce, la si detesta e nello stesso tempo la si comprende. Una bambina che diventerà donna portandosi dietro il pesante fardello di un tremendo senso di colpa, e un odio rancoroso di cui lei stessa sarà la principale vittima.

Articolo di Beatrice Tauro

Titolo: Nel nome tuo

Autrice: Maria La Tela

Edizioni: Ventanas, 2026

Pagine: 324

Prezzo: € 20,00

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