Tutto ciò che esiste è conseguenza di ciò che è stato. Il prossimo quarto di luna discende dai quattro precedenti, poiché non potrebbe esistere senza di essi. Esso è dunque, a buon diritto, il quinto, quello sotto il quale invocherò la grazia celeste sul tuo capo”.

La luna ha solo quattro quarti, ma nel suo ciclo normale. In un mondo nel quale nulla è più normale, dove tutto viene rovesciato, allora la luna ci dona il suo quinto quarto, quello dal quale discende tutto ciò che lo ha preceduto. È questo il messaggio che si cela nel titolo e nelle oltre trecento pagine di questo bellissimo romanzo, pubblicato nel 2017 da Neri Pozza, scritto da Gilbert Sinoué, nato in Egitto da madre francese e padre egiziano.

Le vicende narrate, fra finzione e realtà, coprono un arco temporale che va dal 2001 al 2011 e spaziano dall’Egitto, all’Iraq, a Gaza, a Israele, fino in Europa. È l’11 settembre 2001 quando le incredibili immagini delle Torri Gemelle di New York colpite dagli aerei dirottati fanno il giro del mondo e impattano sulle vite di molte persone: la quindicenne Madja, palestinese adottata da una famiglia ebrea di Tel Aviv; Gamil Sadek che al Cairo lascia cadere la fumante tazza di caffè che stava sorseggiando; a Mossul, in Irak, Jabril Chattar viene scosso dalle grida del figlio Yussef che lo avverte di quello che sta succedendo in America; e ancora, a Baghdad la famiglia El-Safi commenta sgomenta quelle stesse incredibili immagini.

Le vite di queste quattro famiglie saranno tutte influenzate dalle conseguenze di quell’attentato: la caccia ai terroristi che nel 2003 si concretizzò nell’attacco USA all’Iraq, per la distruzione di quelle armi di distruzione di massa che non saranno mai trovate. Il romanzo intreccia la ricostruzione reale degli avvenimenti, con il riporto dei colloqui che anche ad alti livelli si svolsero nell’ambito dell’amministrazione statunitense, con l’allora presidente George W. Bush che scalpitava per scatenare l’inferno e decapitare Saddam Hussein e il suo regime. Nella cornice dei grandi fatti internazionali, della guerra e delle violenze che insanguinarono il Medio Oriente, si definiscono i contorni delle vicende private dei protagonisti, ciascuno dei quali pesantemente condizionato da quegli avvenimenti. Le guerre intestine fra sunniti e sciiti, l’odio per gli yazidi e i cristiani, la presenza dei curdi: sono tutti fattori che in qualche modo definiscono le esistenze dei protagonisti, in un racconto che, come un cerchio, arriva a una chiusura quasi inaspettata. Il quinto quarto della luna allora sarà proprio lo scrittore, che è presente nel romanzo e che vive anche lui gli avvenimenti che in quel decennio sconvolsero il mondo e in modo particolare il Medio Oriente. Lo scrittore che è alla ricerca di informazioni e dettagli per la stesura della sua opera incentrata proprio sulla storia del Medio Oriente. La conclusione del romanzo diventa dunque la chiave di lettura dell’intera opera, in un’accezione originale e, appunto, inaspettata.

Perché esiste un agente invisibile che opera in silenzio, all’insaputa di noi tutti. Il suo nome è Storia, e la Storia se ne frega del tempo e degli uomini. Lei ha il suo personale ruolino di marcia, e opera discretamente tra le quinte. La Storia se ne fotte dei politici, degli estremisti e delle loro ottuse certezze, perché possiede su di loro un vantaggio assoluto: l’eternità le appartiene”.

Il romanzo di Sinoué, sebbene pubblicato da quasi dieci anni, conserva ancora oggi una drammatica attualità, riportandoci alle immagini odierne di una guerra senza fine che da decenni ormai insanguina quella Mezzaluna Fertile che fu culla della civiltà.

Articolo di Beatrice Tauro

 

Titolo: Il quinto quarto della luna

Autore: Gilbert Sinoué

Editore: Neri Pozza

Pagine: 349

Prezzo: € 18,00

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